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1,5 milioni di galline, un 820 Vario e un robot

Pellegrina / Isola della Scala: La storia di due imprenditori, Alessio Bettili e Nicola Scapini, che con la loro società Ponte Rosso hanno puntato in alto e raggiunto il traguardo. Ma non hanno intenzioni di fermarsi qui: nel cassetto hanno già tanti progetti per il futuro.

Ma vediamo insieme l’inizio del loro successo: “Una delle mie prime fotografie è stata scattata proprio in mezzo alle nostre galline, infatti mio zio e mio papà avevano un allevamento abbastanza grande.” spiega Nicola. “Purtroppo papà ci ha lasciato giovanissimo a soli 34  anni, avevo 9 anni ed ero il più vecchio di tre fratelli e dovevo per forza aiutare a gestire l’allevamento.” Dopo qualche anno, il giovane si è messo in proprio con polli e tacchini, sapendo che non era facile visto il monopolio dell’Aia. Poi, a 20 anni decise di prendere altri capannoni ed di ampliare il suo allevamento arrivando fino a 300.000 capi. I debiti causati dall’influenza aviaria del 2000 incombevano sull’azienda , per questo nel 2004 nacque l’idea di trasformare il suo allevamento in galline ovaiole.

Nasce l’idea delle galline ovaiole
Contattando diverse persone Nicola capisce che ci sarebbe tanto da investire e le banche dicono subito di no. La Parmovo, per la quale lavora, stabilisce un contatto con la TECNO POULTRY EQUIPMENT, una ditta che produce attrezzature avicole: loro sarebbero disposti a fare i finanziamenti. Nicola si ricorda bene quella serata d’autunno: “Al primo incontro la prima domanda da parte del proprietario della TECNO POULTRY EQUIPMENT  era: Da quand’è che non vai più al mare? Ed io ho risposto: Sull’ultima fotografia mia figlia stava imparando a camminare. Ed oggi lei ha 17 anni.” E lui mi disse: Allora sei uno dei nostri!” E abbiamo firmato il contratto.
Nel marzo del 2004 il primo allevamento in batteria c’erano 120.000 capi; in seguito sono stati aggiunti 120.000 capi tenuti a terra (giugno 2004). Nel 2005 ha proseguito con 80.000 galline; nello stesso periodo ci fu anche il primo contatto con Alessio.

Dagli ortaggi alle galline
Alessio Bettili infatti viene sempre dal campo dell’agricoltura, però inizialmente aveva coltivato ortaggi e solo nel 2000 ha iniziato a fare l’allevatore di galline, 30.000 capi per iniziare. Quando ha incontrato Nicola, i due si sono scambiati opinioni ed idee, Alessio ha visitato l’allevamento di Nicola e visto che voleva comunque ampliare le sue attività ha accettato di gestire una pulcinaia per l’allevamento di pollastre.

“Abbiamo fatto società per telefono!”
Nicola racconta la nascita di Ponte Rosso: “Poco dopo che era nata l’amicizia con Alessio ricevetti una chiamata dalla Parmovo e mi dissero che avevano bisogno di un miracolo: un allevamento per 400.000 galline. Così abbiamo trovato l’azienda Ponte Rosso. E visto che avevo bisogno di una mano, ho chiamato Alessio.” E continua Alessio: “Infatti gli ho detto subito che avevo tanta voglia di lavorare, ma 0 capitale.” Ancora in fase di costruzione, nel 2006, viene rifatto il contratto, i due diventano soci al 50%. “Praticamente abbiamo fatto società per telefono!” E da lì è cominciata l’avventura.

Ma come si arriva ad avere 1,5 milioni di galline?
Vedendo lo sviluppo positivo della società, anche altri agricoltori si sono avvicinati a loro chiedendo se erano interessati ad altri allevamenti: a 400.000 capi si sono aggiunti altri 600.000 in un anno e tre mesi. “In tutta Europa non c’è nessuno che è cresciuto così in fretta partendo da zero solamente con la buona volontà.” Poi, per due anni non ci sono stati investimenti, mancava il terreno. Ora il terreno di 1.500 ha l’hanno trovato. Un'altra opportunità che potrebbe essere interessante è il discorso del biogas, anche se è complicato e molto costoso con la pollina.

Antonio e il “suo” 820 Vario
Da dicembre 2008 la società ha assunto un nuovo operatore, Antonio, un trattorista con tanta esperienza, soprattutto con John Deere: all’inizio questo trattore era un Landini del 2005, con tanti fermo macchine e diversi problemi.  Ecco la proposta da parte della nota concessionaria della zona, l’AgriVerde: Perché non provate un Fendt? Alessio, che da sempre aveva guidato i trattori del cervo, ha subito messo in evidenza i consumi ridotti alla prima prova. Il motivo finale che poi li ha spinti un anno fa a prendere un Fendt era sicuramente l’immagine del marchio tedesco e per evidenziare il fatto di aver preso il Rolls Royce dei trattori, lo hanno preso in bianco: “Il colore era la ciliegina sulla torta e risalta perfettamente il nostro logo aziendale.” raccontano i due soci. Adesso, dopo quasi 1.500 ore di lavoro nessuno lo cambierebbe più. E Antonio? Alla fine è lui la persona che lo usa più spesso. “Si è convertito. Antonio consiglia a tutti di prendere un Fendt.” E poi tira anche nelle condizioni più difficili.

20 dipendenti ed un robot
Al momento presso i diversi stabilimenti di Ponte Rosso ci lavorano venti dipendenti ed un robot, che è l’unico in Italia. Infatti è stato costruito appositamente: sistema le scatole in bancali, una sopra l’altra dividendoli con un cartoncino. Solamente in questo modo si riesce a maneggiare i 1,1 milioni di uova che vengono prodotte ogni giorno nella società.
E per il futuro? “Beh, con 30 capannoni c’è sempre da sistemare qualcosa. Poi ovviamente anche noi come i produttori in Germania tendiamo ad abbandonare le batterie e stiamo iniziando ad addestrare pulcini a muoversi in voliera, è questo il futuro degli allevamenti. Inoltre ci sarebbe il progetto del biogas. Come vedete, ci piacciono le sfide e l’innovazione.” aggiunge Nicola.
A proposito di innovazione: per quanto riguarda i progetti futuri nel campo delle macchine, Nicola ed Alessio sorridono: “Da mesi non si parla di nient’altro che della nuova serie Fendt 800 Vario, speriamo di poter provare l’828 presto!”